Autorizzazioni per l’esercizio di attività commerciali

Per gli immobili riqualificati in esercizi commerciali occorre ottenere anche l’autorizzazione commerciale. Ai fini del suo ottenimento, l’investitore deve avere specifici requisiti soggettivi “morali” (assenza di condanne per particolari tipi di reati considerati particolarmente gravosi per il legislatore) e, solo nel caso in cui sia prevista la somministrazione di alimenti e bevande, specifici requisiti “professionali” (ad esempio aver frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti).

Nel caso di esercizi di vicinato occorre presentare al Comune in cui è sito l’immobile una segnalazione di inizio attività nella quale il soggetto interessato dichiara:

  • di essere in possesso dei requisiti morali e professionali di cui si è detto;
  • di avere rispettato i regolamenti locali di polizia urbana, annonaria e igienico-sanitaria, i regolamenti edilizi e le norme urbanistiche nonché quelle relative alle destinazioni d’uso;
  • il settore o i settori merceologici, l’ubicazione e la superficie di vendita dell’esercizio.

Nel caso di medie strutture di vendita, il soggetto interessato deve presentare domanda di autorizzazione commerciale al Comune in cui è sito l’immobile. In tale domanda dichiarare:

  • di essere in possesso dei requisiti morali e professionali di cui si è detto;
  • il settore o i settori merceologici, l’ubicazione e la superficie di vendita dell’esercizio;

Occorre poi verificare caso per caso le modalità e i tempi del procedimento di rilascio dell’autorizzazione. La normativa nazionale attribuisce infatti ai comuni, sulla base delle disposizioni regionali, sentite le organizzazioni di tutela dei consumatori e le organizzazioni imprenditoriali del commercio, la competenza nell’adozione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni per le medie strutture di vendita. Il comune deve tuttavia stabilisce il termine, e non superiore ai novanta giorni dalla data di ricevimento, entro il quale le domande devono ritenersi accolte qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego.

Qualora si tratti di una grande struttura di vendita è sempre necessaria la presentazione di un’istanza nelle forme indicate per le medie strutture. Tuttavia il rilascio dell’autorizzazione è subordinato alla convocazione di una conferenza di servizi, nei modi e termini previsti dagli artt. 14 ss. della Legge 7 agosto 1990, n. 241 . La Regione competente per territorio adotta le norme sul procedimento concernente le domande relative alle grandi strutture di vendita; stabilisce il termine comunque non superiore a 120 giorni dalla data di convocazione della Conferenza di servizi entro il quale le domande devono ritenersi accolte qualora non venga comunicato il provvedimento di diniego.

Alcune normative regionali disciplinano poi specifiche procedure di semplificazione che comportano il raccordo tra procedura per il rilascio dell’autorizzazione commerciale e il rilascio dei titoli edilizi. In alcuni casi, soprattutto qualora dovesse trattarsi di grandi strutture di vendita, si potrebbe delineare anche un profilo ambientale, imponendo la necessità della valutazione di impatto ambientale.

Per approfondimenti sulla tipologia di esercizio commerciale, documentazione da allegare, tempistiche, si rimanda alla seguente tabella.

Tempi

I tempi sono indicati nella tabella di cui sopra, in quanto dipendono dal tipo di struttura di vendita che si intende realizzare, oltreché dal settore merceologico scelto.

 

Costi

I costi che dovrà supportare l’investitore privato sono quelli relativi all’attività di predisposizione della documentazione necessaria per la presentazione della SCIA, oltre ad eventuali costi di segreteria che potrebbero essere richiesti dai singoli Comuni. Per completezza, si segnala che in alcune normative regionali il procedimento edilizio e quello commerciale sono connessi e che, quindi, anche con riferimento al rilascio dell’autorizzazione commerciale potrebbe essere necessario reperire standard urbanistici o procedere alla relativa monetizzazione.

 

 

Ultima modifica: 7 maggio 2018