È possibile promuovere una differente modalità di stima del valore degli immobili pubblici e del correlato interesse pubblico inerente la loro valorizzazione?

Gli operatori hanno sottolineato l’opportunità di considerare maggiormente le ricadute economiche positive e l’indotto connesso alla rigenerazione di asset pubblici inutilizzati, oltre al mero ricavato dalla dismissione, che non dovrebbe rappresentare l’unico elemento su cui decidere la convenienza dell’operazione, posto che il valore di vendita frequentemente potrebbe risultare inferiore a quello presente nel bilancio pubblico, sia in ragione di stime effettuate in contesti di mercato differenti che dell’obsolescenza fisica e funzionale dei beni. A tal fine, l’investitore potrebbe proporre il ricorso alla concessione di valorizzazione, prevedendo il pagamento di canoni di importo modesto, a fronte di investimenti per la riqualificazione del bene, con obbligo di esercitare la relativa prelazione di acquisto da parte del privato alla scadenza del contratto, ad un prezzo conveniente per la P.A. ovvero ricorrere all’affidamento in concessione attraverso finanza di progetto, prevedendo di non versare canoni all’ente di riferimento, né un prezzo, con l’obbligo, tuttavia, di restituire il bene riqualificato, alla scadenza del contratto.

 

Ultima modifica: 7 maggio 2018